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Comune di Prato

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Biblioteca musicale "L. Bettarini" - Fondi

Fondo "Adalberto Silenzi"


Silenzi durante il servizio militare ( terzo da sin.)
Silenzi durante il servizio militare ( terzo da sin.)

Nuti e Silenzi
Nuti e Silenzi


Collezione di partiture, spartiti e volumi di argomento musicale. La sua particolarità è data dal fatto che raccoglie le prime edizioni di quasi tutta la produzione di critica musicale italiana nel periodo di tempo fra le due Guerre.


Il fondo Adalberto Silenzi è stato donato dagli eredi al Sistema Bibliotecario Provinciale nell’anno 2002. Poliedrico come il suo possessore, è stato suddiviso e dislocato a Prato in base ai due filoni principali, ovvero quello letterario e quello musicale.
Il primo nucleo si trova presso la Biblioteca comunale “A. Lazzerini”, il secondo presso la Biblioteca musicale “L. Bettarini”.
Quest’ultimo è composto alcune centinaia di partiture, spartiti, riviste e volumi di argomento musicale. La sua particolarità è data dal fatto che raccoglie le prime edizioni di quasi tutta la produzione di critica musicale italiana nel periodo di tempo fra le due Guerre.
Abbiamo il piacere di presentare di seguito il ritratto inedito di Silenzi dettato da Giuseppe Nuti pochi mesi prima della sua scomparsa




Adalberto Silenzi

Il Ragionier Adalberto Silenzi era veramente un grande ragioniere. Tanto è vero che per alcuni anni un suo amico e collega, che era ragioniere generale dello Stato, lo invitò a Roma per aiutarlo in occasione della redazione del bilancio generale della Repubblica. E’ questo un fatto ignoto ma accertatissimo e di singolare valenza nella vita di questo caro amico e dunque merita di essere dichiarato subito.
Nativo delle Marche, egli passò quasi tutta la giovinezza lontano da Prato e non conosco personalmente quali furono le circostanze che ve lo condussero. Mi sembra però che fossero ragioni di famiglia, legate alla professione del padre.
Nonostante la sua grande professionalità, egli si considerava certamente nato per altro. Considerava la vita del ragioniere come una parentesi, anche se lunghissima. Infatti quando casualmente poteva leggere una pagina del libro di Omero (egli leggeva il greco) questo gli sembrava quasi che riassumesse tutto quello che non aveva potuto fare. Quando la conversazione toccava qualche punto della cultura classica gli si illuminava il volto: parlava con un’eloquenza davvero ammirabile. Era veramente nel suo mondo. Quando parlava con qualcuno che professionalmente conosceva le lingue classiche si vedeva che quello era veramente il suo campo, soprattutto se si poteva aggiungere la linguistica (o, come si diceva allora, la glottologia). Di essa era realmente innamorato e ne aveva una competenza veramente rara in quanto conosceva – per averli letti nella lingua originale, in quanto parlava correntemente francese, tedesco e spagnolo – i testi del De Saussure e degli altri autori della scuola che da esso prende nome.
Non bisogna poi dimenticare la grandissima passione e la profonda conoscenza di Dante e della Divina Commedia, di cui conosceva a memoria numerosissime pagine e non solamente quelle solite che ai suoi tempi ogni persona colta conosceva ma anche i brani che più raramente ricorrono nella memoria o nella bocca di coloro che frequentano la lettura di Dante.
Nella sua collezione di letteratura musicale ci sono tutte le opere di Wagner e quando egli ne parlava si vedeva la conoscenza solida, profonda, sicura di chi lo ha studiato per anni e anni. Possedeva però anche tutte le opere di Verdi e ne era entusiasta. Direi quasi che il Wagner fosse stato l’amore della giovinezza ma che il Verdi fosse stato quello di tutta la sua vita.
Egli aveva anche un legame familiare con la musica. Infatti la Signora Silenzi era figlia del maestro Giovanni Castagnoli, che nella generazione anteriore era stato valente insegnante di musica e compositore fecondissimo. Era poi noto agli amici che per una trentina di anni aveva suonato il flauto nell’orchestra del Teatro Metastasio. Questa lunga pratica era stata fondamentale per tutta la sua vita culturale e artistica. Certamente si può vedere un sottile ma profondo divario fra il ragioniere valentissimo ed il musicista altrettanto preparato ed entusiasta, come era anche risultato dalle sue conversazioni piene di competenza ed entusiasmo.
Indubbiamente la personalità di Adalberto Silenzi non si chiudeva nel ragioniere né nel maestro di musica. Un po’ scherzando si potrebbe dire che era un ragioniere musicista o un musicista ragioniere. Certamente era valentissimo in entrambi i campi.
La nostra amicizia fu bella, profonda e rispettosa.

Giuseppe Nuti




Data ultima revisione dei contenuti della pagina: 05.07.2018
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